Arca di Noè

Il centro”L’arca di Noè” nasce da un bene confiscato alla mafia….8 mila metri quadri immersi nella natura a due passi dalla città.

La cooperativa jus vitae realizza intorno al bene un progetto educativo-aggregativo.

La parte educativa prevede la realizzazione di una fattoria didattica con lo scopo di far vedere ai più piccoli come crescono gli animali e come si realizzano prodotti di uso come il latte e il formaggio e in generale come vengono allevati gli animali.

La parte aggregativa è rivolta alla terza età, la vecchia generazione, grazie alla loro conoscenza, si occupano della coltivazione dell’orto e del mantenimento del mandarineto, in più cuciono dei vestiti per i bambini burundesi.

Le attività si svolgono lunedi mercoledi e venerdi dalle ore 9 alle ore 16. Per soddisfare la vostra curiosità potete vedere le foto del centro e delle attività all’interno della galleria fotografica.

La Cooperativa Sociale Jus Vitae nasce nell’ottobre del 2008, dall’iniziativa della Confcooperative Provinciale, guidata dal Dott. Nino Maraventano, su un’idea progettuale del Sac. Antonio Garau, già ideatore e presidente dell’Associazione Jus Vitae ONLUS, associazione che, dal lontano 1996, si occupa con la tenacia e la forza dei volontari che annovera nel proprio organico, per incentivare il dialogo fra i popoli e lo sviluppo socio – economico – politico – culturale di ogni individuo, con particolare attenzione al mondo giovanile e ai minori che vivono in particolari condizioni di disagio, cercando di attuare relativamente al proprio raggio d’azione anche la lotta alla mafia, promuovendo una serie di iniziative atte alla divulgazione dei propri intendimenti: gemellaggi, convegni di scambio e collaborazione con le altre realtà associative di volontariato presenti nella regione Sicilia, colonie estive per minori e attività di supporto scolastico, ed ancora laboratori ludico–ricreativi.

La Cooperativa si pone come obbiettivo di fungere da strumento per la gestione e la conduzione di attività, laboratori e manifestazioni presso i beni confiscati alla mafia ed assegnati sia direttamente alla Cooperativa, sia presso quelli assegnati all’Associazione Jus Vitae ONLUS suo punto di riferimento.

Ha avuto assegnato dal Comune di Palermo un bene confiscato alla mafia presso Ciaculli; un prototipo di bio-architettura immerso in un meraviglioso ed esteso mandarineto appena ristrutturato grazie al Progetto Europeo “Sun & wind” (coordinato e diretto dall’Arch. Amara) realizzato dalla Provincia Regionale di Palermo, dal Comune di Palermo e da diversi comuni limitrofi e con la collaborazione del prof. G. Barbera del Dipartimento di Colture arboree dell’Università di Palermo.

In questo luogo, denominato “l’Arca di Noè”, che già ospita giovani e minori per il sostegno scolastico ed anziani per dare vita a momenti di pura aggregazione sociale, si sta realizzando un Centro Aggregativo per giovani dai 14 ai 30 anni in cui verranno attivati, in particolar modo, laboratori miranti all’educazione ambientale, alla conoscenza di nuove fonti energetiche e soprattutto alla riscoperta della vegetazione e delle colture tipiche della”Conca d’Oro”; verrà altresì data la possibilità di riscoprire e curare gli animali da aia tipici dell’ambiente palermitano; per questo motivo il nome della struttura e “l’Arca di Noè”.

Presso questo sito, grazie alla collaborazione con i docenti del Dipartimento di Colture arboree, in particolare il prof. Paolo Inglese della Facoltà di Agraria dell’Università di Palermo, sorgerà un giardino con le diverse e molteplici varietà di agrumi che nel tempo sono stati e sono presenti nella Conca d’Oro.

Per rendere più tangibile ed economicamente concreto l’impegno della cooperativa, nel febbraio 2009 è stato inaugurato un punto vendita di oggettistica e prodotti derivanti dai beni confiscati alla mafia; il punto vendita si trova a Palermo in via Quintino Sella 63 ed è stato denominato “Piccoli Sogni”.

Durante La cerimonia di inaugurazione verrà consegnato il IV Premio Internazionale Don Pino Puglisi a Marguerite Barankitse (che non era presente alla cerimonia dell’11 Settembre allo spasimo e che si trova a palermo per dei progetti di cooperazione internazionale svolti dalla facoltà di agraria dell’universita’ di palermo).

Burundese, Marguerite (Maggy) Barankitse è stata educata in Burundi e in Europa. In Africa è stata insegnante presso il vescovado di Ruiygi in Burundi.

La sua vita è cambiata una mattina di ottobre del 1993, quando, a Ruyigi, nel Burundi precipitato nella guerra civile e sconvolto dall’odio tra etnie, settantadue persone sono state massacrate sotto i suoi occhi. Maggy ha visto e udito tutto. Ha udito le grida, ha sentito il crepitio delle fiamme. E poi, come in un miracolo, ha visto la sua figlioccia, Chloe, rifugiarsi tra le sue braccia, sopravvissuta all’inferno. E’ stato un segno, un barlume di speranza: “in quel momento – dice Maggy Barankitse – ho capito che l’odio non poteva vincere”. Ha iniziato quel giorno, prendendo con sé i venticinque bambini scampati a quell’orrore. In un mese erano già più di duecento. Piccoli traumatizzati, feriti, violentati, sofferenti di gravi forme di insonnia, ossessionati dalle immagini di vicini diventati improvvisamente carnefici.

Incurante delle minacce alla sua stessa vita, Maggy ha scelto di vivere con loro, con i bambini, di ogni gruppo etnico e nazionalità. Testimone delle stragi, a causa del suo impegno, Maggy Barankitse è stata più volte minacciata di morte. Nonostante ciò, ha promosso nel suo paese la pace e la riconciliazione, fondando la Maison. La sua attività è stata un seme di speranza e un esempio per tanti. Grazie a lei, molte altre case di accoglienza sono nate in tutto il Burundi per assistere gli orfani, tra i quali anche gli orfani dell’AIDS. Oggi sono oltre 10.000 i bambini salvati da Maggy.

Per il suo impegno umanitario ha ricevuto molti riconoscimenti internazionali tra cui: il Premio Nobel dei bambini (Stoccolma, 1993); la Laurea in Legge honoris causa presso l’Università di Lovanio (Belgio, 2004); il premio Nansen per i rifugiati (2005).

Una sua bibliografia è stata recentemente scritta da una giornalista francese: Christel Martin. Il libro è stato pubblicato con il titolo La haine n’aura pas le dernier mot (cioè L’odio non avrà l’ultima parola). In Italia il libro è stato tradotto e pubblicato con il titolo Madre di diecimila figli.

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